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La sfida della Chiesa americana alla religione del benessere

Il cardinale Cupich celebra il Mercoledì delle Ceneri per gli immigrati di lingua spagnola, all'aperto, presso la parrocchia di  Nuestra Señora del Monte Carmelo - Foto di  Karen Callaway/Católico I vescovi cattolici devono fronteggiare le nuove sette neopentecostali che sostengono Trump Leone XIV ha nominato nunzio apostolico negli Usa monsignor Gabriele Caccia, finora osservatore della Santa Sede all'Onu. Caccia conosce già gli Stati Uniti ed è un personaggio d'esperienza e di peso: assessore in Segreteria di Stato, poi nunzio in Libano e nelle Filippine. È stato ordinato prete dal cardinale Martini ed è cresciuto nel clima della diocesi milanese di quegli anni. Si trova di fronte a una Chiesa cattolica polarizzata e un'amministrazione molto difficile, quella di Trump. Il cattolicesimo è la più folta confessione degli Stati Uniti (ben più del 20% degli americani) con 70 milioni di fedeli, circa 200 diocesi, 19 mila parrocchie, 45 mila preti, 76 mila religiose, un g...
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Un terribile conflitto regionale da cui nessuno sa come uscire

Bombardamento su Teheran il 3 Marzo - Foto di Avash.ir da Wikimedia Commons Usa, Israele, i pasdaran, le minoranze etniche e i giovani: gli interessi in campo sono divergenti Dopo circa due settimane di bombardamenti, non capiamo bene dove questo conflitto vada a sfociare, mentre nutriamo il timore che si allarghi. Israele e Stati Uniti hanno prospettive diverse e il potere iraniano pare più resistente del previsto.   Per Israele la guerra è esistenziale per il rischio atomico (anche se da anni Benjamin Netanyahu avverte che l'Iran è a poche settimane da ottenere la bomba) e per la sopravvivenza dell`attuale maggioranza. Gli Stati Uniti non hanno uguali preoccupazioni: non c'era pericolo imminente e si stava negoziando, anche se con molte difficoltà.  Nelle due precedenti guerre del Golfo (1990 e 2003 contro l'Iraq), gli Usa avevano evitato di coinvolgere Israele. Anzi, gli americani avevano chiesto a Tel Aviv di non reagire agli Scud di Saddam perché avrebbero imbarazzat...

La drammatica ricerca di una via d'uscita dopo 4 anni di guerra in Ucraina

A causa degli attacchi alle infrastrutture energetiche le interruzioni della corrente elettrica colpiscono anche gli anziani. Nella foto con alcuni giovani volontari - Kyiv Gennaio 2026 - Foto Sant'Egidio  In primavera le vittime ucraine e russe potrebbero toccare i 2 milioni. Bisogna trovare un compromesso Quattro anni di guerra: l'Ucraina distrutta, un popolo in ginocchio, ma la guerra continua. Nessuno, nemmeno la Russia, ha la forza di vincere. Più passa il tempo più sembra difficile fermare la guerra. Per gli ucraini è scandaloso cedere quel che resta loro del Donbas. Per Mosca, invece, è necessario per dichiarare vittoria e non perdere la faccia. Per entrambi rinunciare a qualcosa nel negoziato sembra tradire il tanto sangue versato. La guerra si prolunga nell'incertezza: non c'è più scopo chiaro.  All'inizio la Russia voleva occupare l'Ucraina e metterci un governo amico; ora sembra volerla distruggere, umiliarla. Mosca pensa che nelle mani dell'Occ...

Il mondo è tornato a giocare con le bombe atomiche

Missili ipersonici su Kiyv Con la fine del trattato New Start, l'ultimo argine al disarmo nucleare, si apre una fase senza regole La Russia non si sente più vincolata dal trattato New Start sulle armi nucleari, scaduto il 5 febbraio scorso. Secondo Mosca, gli Stati Uniti «hanno deliberatamente lasciato senza risposta» la proposta di estendere di un anno il trattato sulla limitazione degli ordigni nucleari strategici. Mosca «rimane aperta», si dichiara «alla ricerca di vie politico-diplomatiche per una stabilizzazione complessiva della situazione». Firmato nel 2010, il New Start - evoluzione dei precedenti Salt, Start 1 e Start 2 - fissava a 1.550 il numero di testate nucleari operative schierate. Era l'ultimo accordo in vigore, frutto dell'era della distensione.  Tutto è cambiato: il disarmo non è più un obiettivo. Nel 2019 era già scaduto l'INF, l'accordo che dal 1988 aboliva le testate di gittata tra 500 e 5000 km a raggio intermedio: i cosiddetti euromissili che ...

Un mondo senza pensiero critico in balia di propaganda e social

Circolano tante informazioni, ma manca la capacità di analisi e la politica ha divorziato dalla cultura L'umanità ha raggiunto un successo. Nel 2022, il 95% dei quasi otto miliardi di esseri umani erano scolarizzati. Nel 1948, ancora in tempo coloniale, dei 2 miliardi e 400 milioni di abitanti solo il 45% era scolarizzato. Ma un attento osservatore del mondo contemporaneo, Jacques Attali, nota che il «mondo non sa cosa trasmettere...». La narrativa degli eventi è instabile, volubile, incomprensibile, fatta di colpi scena o rappresentazioni catturanti, spesso manipolata.  Laddove non c'è pensiero autonomo e critico è difficile che la gente prenda posizione o si mobiliti. In Iran, invece, si è vista la forza di un diffuso sentimento critico verso il regime degli ayatollah con manifestanti che hanno pagato un duro prezzo (si parla di 30 mila morti). Lì un pensiero, nutrito di voglia di libertà, è stato represso con le armi. Forse per questo non si vuole che la gente pensi e giudi...

Il Board of peace di Trump privatizza il sistema internazionale, tagliando fuori le Nazioni Unite dalle trattative

I l 17 Novembre 2025 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite approva la risoluzione 2803, con la astensione della Cina e della Federazione Russa - UN Photo Ci eravamo quasi dimenticati di Gaza, malgrado la sofferenza dei palestinesi prosegua acuta e drammatica, distolti da altre crisi come Iran o Groenlandia. La costituzione del Board of peace, voluto da Donald Trump a Davos, ha invece riportato Gaza in prima pagina , come promesso a Sharm el-Sheikh a ottobre scorso.  Non si è seguita la risoluzione 2803 dell'Onu, che dava valore giuridico parastatale alle nuove autorità di governo della Striscia. Al contrario, il Board è una struttura privata e per entrarvi occorre pagare una cifra, come un club privato.   Questo preclude l'immediata adesione italiana: la seconda parte dell'articolo 11 della Costituzione parla, per la creazione di istituzioni internazionali, di "condizioni di parità" che non si trovano in tale contesto privatistico. La privatizzazione è or...

I martiri cristiani continuano a pagare il prezzo della fede

Lampade vengono deposte presso la croce in memoria dei martiri, alla presenza di Papa Leone e dei rappresentanti ecumenici il 14 Settembre nella basilica di San Paolo durante la Commemorazione dei Martiri del XX secolo - Foto Vatican-Media Dalle persecuzioni del Novecento a quelle di oggi: la religione resta una testimonianza scomoda Il Novecento è stato il secolo di due guerre mondiali, della Shoah, del genocidio degli armeni e dei cristiani nell'impero ottomano, di tante e tante violenze. Per i cristiani ne ho parlato come del secolo del martirio.  Vere macchine del terrore e della morte si sono scatenate contro i cristiani nell'Urss e nei Paesi controllati. Ci fu poi la persecuzione nazista che voleva, magari dopo la guerra, annullare il cristianesimo. E ci sono state tante altre azioni di terrore e persecuzione. Con la fine del nazismo e, poi, del regime sovietico, si è sperato in un tempo migliore, ma non è stato così!  Il 14 settembre scorso, nella basilica di San Paolo...