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L'esodo di Ceuta, un pretesto per minare l'unità dell'Europa

Sospendere la libera circolazione delle persone prevista da Schengen è solo un'azione dimostrativa Colpiscono molto le immagini di una folla di marocchini, in gran parte giovani maschi ma anche famiglie, che superavano la barriera tra l'exclave spagnola Ceuta e il Marocco. La maggior parte è arrivata a nuoto. Si getta su questo lembo di terra spagnola un popolo di "dannati della terra", che non hanno altro che il proprio corpo. Forse 60 mila persone, entrate in un`exclave sulla costa africana (appartenente alla Spagna dal 1668), abitata da 83.600 residenti. Si può immaginare lo sconcerto e il timore della popolazione di Ceuta. Il dramma di Ceuta è stato visto come immagine dell'invasione dei popoli del Sud verso un'Europa ricca e attrattiva.  Nella nostra politica reattiva sui social e nelle dichiarazioni, si è scatenata la colpevolizzazione del Governo spagnolo accusato dall'Italia e da vari altri Paesi europei di aver provocato l'esodo dei marocchi...
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Cultura e sport sono strumenti di dialogo, non di divisione

Un gruppo di tifosi accoglie la Nazionale dell'Iran all'arrivo in Messico Biennale di Venezia, l'Iran ai Mondiali, ora il caso di Pirlo: quando è giusto che la politica intervenga? L'Unione europea ha revocato il finanziamento alla Fondazione Biennale di Venezia, per contrastare la riapertura del Padiglione Russia (chiuso dopo l'invasione russa all'Ucraina) all'Esposizione internazionale d'arte. Il Padiglione, situato nei Giardini della Biennale tra gli altri dei Paesi stranieri, appartiene alla Russia. La sua storia risale al 1914: fu realizzato dall'allora impero russo, poi gestito dall'URSS e, dopo la sua fine, dalla Repubblica federale russa. Come si vede, una storia lunga, passata attraverso regimi differenti.  L'Unione europea ha dichiarato che non finanzierà la Biennale (peraltro su programmi estranei all'esposizione russa): «La cultura», ha detto il portavoce dell'Unione, «finanziata con il denaro dei contribuenti europei de...

Il Mozambico tradito: i giovani senza futuro né via di fuga. La crisi dei migranti africani rivela diseguaglianze, paure e nuove chiusure

Migranti originari del Malawi in attesa di essere rimpatriati dal Sudafrica - Giugno 2026 regione del KwaZulu-Natal Giugno 2026 - Foto da Facebook Sono stato in Mozambico pochi giorni fa. Conosco questo Paese dell'Africa australe da vari decenni e non cessa di sorprendermi.  Recentemente molti migranti mozambicani sono stati respinti dal Sudafrica. Ci sono stati parecchi maltrattati e cinque di essi sono stati uccisi.   Lo stesso dramma è stato vissuto dai migranti dal vicino Malawi, paese molto povero. Il dramma ha toccato anche i migranti dello Zimbabwe (quasi un milione) e altri provenienti dalle lontane Etiopia e Somalia. I migranti, stimati tra il quattro e il cinque per cento dei residenti in Sudafrica, contribuiscono peraltro all'economia del Paese.  Inizialmente, in Sudafrica, c'era una legislazione favorevole all'accoglienza ispirata dagli ideali panafricani. Poi c'è stata una stretta. E' cambiata la mentalità dei sudafricani, per cui i migranti sono ...

Lo strappo dei lefebvriani: una dolorosa deriva settaria

Un momento delle ordinazioni episcopali del I Luglio a  Ecône - Foto da Facebook Ignorando l'accorato appello di Leone XIV, hanno ordinato quattro vescovi La settimana scorsa, a Ecône , in Svizzera, sono stati ordinati quattro vescovi, senza mandato del Papa, da Bernard Fellay e da Alfonso de Gallareta, già consacrati all'episcopato da monsignor Marcel Lefebvre nel 1988. Per questo, scomunicati.  La Fraternità di San Pio X, fondata da Lefebvre per dare una formazione preconciliare, vuole continuare con nuovi vescovi e preti. Come una Chiesa scismatica.  Leone XIV ha pregato di evitare le ordinazioni, che portano alla scomunica e allo scisma. Il superiore della Fraternità ha affermato: «Noi vogliamo servire e amare la Chiesa».  Ma quale Chiesa? Non quella di Leone XIV che, per loro, ha ceduto al modernismo e al protestantesimo, tradisce la tradizione con la Messa in lingua parlata e non in latino, propugna la libertà religiosa e il dialogo con i non cattolici...

Ogni vita che giunge da lontano ci chiede se siamo ancora umani

Papa Leone XIV a Lampedusa sosta presso la Porta d'Europa il 4 Luglio - Foto Suore Guanelliane I1 4 luglio, 250° anniversario dell'Indipendenza degli Stati Uniti, Leone XIV è a Lampedusa, alla Porta d'Europa, simbolo di speranze e attese di tanti migranti, spesso deluse (e drammaticamente con la morte). Il primo Papa americano non è a Washington per celebrare l'Indipendenza, come taluni speravano negli Usa. Non è il suo posto, perché è un "pastore universale".  Però Leone è un vero americano, figlio dei migranti che hanno fatto la storia americana: ha origini francesi, italiane, spagnole e creole della Louisiana. È anche cittadino del Perù, dove il 10% degli abitanti è emigrato (100 mila in Italia). La sua storia, come quella di Bergoglio, mostra quanto l'emigrazione abbia costruito una parte importante del mondo.  Eppure, da qualche decennio, i migranti sono additati come una pericolosa invasione. In un mondo in cui si teme il futuro, in cui siamo più s...

Sparito il "Noi", l'"Io" è solo in un mondo complicato. Nell'era dell'intelligenza artificiale diventa essenziale ricomporre il tessuto sociale

«Se guardiamo le dinamiche mondiali» - si legge nella Magnifica Humanitas di Leone XIV - «ri- conosciamo sempre più chiaramente l'espandersi di una cultura della potenza fatta di polarizzazioni e violenze». Questa cultura normalizza la guerra (anche con l'intelligenza artificiale, che rende le armi autonome dalla decisione umana): «Viviamo in un tempo di notevole cecità spirituale e culturale».  La rivista Le Grand Continent parla del mondo odierno come di un «impero dell'ombra». Quale alternativa per chi vuole un utilizzo responsabile della tecnologia? La domanda è seria e rivela la nostra debolezza di fronte ai signori dell'IA. Questi, sovente, si sentono un'élite che deve rivoluzionare il mondo, ma sono agganciati a modelli tradizionalisti, tanto che si parla di «accelerazione reazionaria». Spesso nella gente comune - dice il Papa - si insinua «una forma elegante di resa» di fronte a un presente troppo complicato. Tra il diluvio di informazioni che sfida la n...

Il dramma dei migranti diventi esame di coscienza per il mondo

Papa Leone XIV incontra i migranti a  Las Palmas de la Gran Canaria l'11 Giugno - Foto Vaticano Il monito di Leone XIV dalla Spagna: «La Chiesa s'inchina davanti alla dignità dei profughi» I1 viaggio di Leone XIV in Spagna ha portato un messaggio al Paese, ma ha anche parlato all'Europa. Il Papa ha visitato un Paese europeo dall'antica tradizione cattolica, segnato da una profonda secolarizzazione. Il fenomeno ha alle spalle anche una reazione a quella Spagna, figlia dell'alleanza tra Chiesa e regime franchista, per quasi 40 anni fino al 1975. La Spagna antifranchista, laica, favorevole a nuovi diritti della persona, ostile al modello cattolico di ieri ma anche di oggi, è una componente importante della società. Ma si è visto con sorpresa, specie nei giorni di Madrid, quanta gente - tanti giovani - sia accorsa a partecipare ai momenti liturgici e di preghiera. Il fenomeno è stato più contenuto a Barcellona, anche se sono state importanti le celebrazioni alla Sagrada...